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TRE FALSI MITI SUL BALLO DI COPPIA

TRE FALSI MITI DEL BALLO DI COPPIA

Come rompere ogni pregiudizio che ti impedisce di tuffarti in pista con il sorriso

Partiamo da un grosso presupposto:

NON SONO MAI STAO UN  BALLERINO TALENTUOSO.

Anzi, al contrario, ho sempre faticato parecchio ad apprendere la tecnica giusta e spesso non stavo al passo con gli altri aspiranti ballerini.

Ma c’è una cosa che ha sempre fatto breccia nel cuore di chi mi vedeva ballare:

Un grosso e sincero sorriso.

Quando ballavo, tutto il resto spariva. Non c’erano preoccupazioni sulla vita ne sulla tecnica utilizzata e questo fece in modo di risultare sempre un ballerino apprezzato nonostante le mie lacune tecniche.

Se ti piacerebbe iniziare a ballare in coppia, ma ti spaventano i giudizi altrui, cose del tipo:

“Ma chi me lo fa fare? Non sono capace e non voglio fare figuracce!”

E nonostante tutto sentire quel sapore amaro in bocca di quando desideri fare qualcosa ma ti senti completamente bloccato.

Beh lascia che ti dica una cosa:

Potresti essere vittima di alcuni diffusi pregiudizi che ho riscontrato essere estremamente diffusi in coloro che come te sono ad un passo dal voler iniziare un percorso di ballo, ma sentono che c’è qualcosa che li sta ancora bloccando.

Io per esempio credevo fortemente che per essere apprezzati in pista avrei dovuto raggiungere un modello di  “ballerino per eccellenza”.

Ed era frustrante perché non avevo doti naturali ne avevo iniziato a ballare in giovane età, caratteristiche per me basilari per essere definiti BALLERINI.

Ma non solo… I miei primi approcci con passi e figure sono stati spesso contraddistinti, in alcune scuole di ballo, da un metodo più improntato a focalizzarsi sulla tecnica e sulla mentalità da “garista” o “esibizionista”.

Intendo dire che spesso si lasciava da parte il divertimento, la passione e l’entusiasmo per il ballo a favore della competizione, della complessità delle coreografie e dei grandi movimenti scenici.

Questo, inevitabilmente, ha creato delle disparità nel gruppo tra quelli che venivano definiti “talentuosi” e gli altri.

Il sottolineare queste differenze ha disgregato il gruppo e, al contempo, ha fatto emergere un senso di forte inadeguatezza perché non rientravo nella categoria dei “talentuosi”, dato che non rispecchiavo in pieno la loro definizione di ballerino.

Ho dovuto faticare parecchio per cambiare quest’ottica e lasciare che la tecnica migliorasse naturalmente con il tempo, godendomi il mio percorso di crescita nel ballo senza pressioni esterne.

Ed è per questo che oggi voglio aiutarti a scardinare tre dei pregiudizi più diffusi che ho riscontrato nell’ambiente del ballo di coppia e che mi hanno quasi fatto rinunciare a continuare a ballare all’inizio del  mio percorso di ballo.

 

  • “Il talento dipende da doti naturali che possono solo essere sviluppate e rafforzate da piccoli. È impossibile imparare a ballare da adulti perché l’allenamento della coordinazione, della flessibilità e della memoria possono portare a dei risultati solo se si inizia presto!”.

 

Non c’è nulla di più lontano dalla realtà.

Certo, è vero che per le danze accademiche sono necessarie delle doti fisiche naturali ed è necessario iniziare da molto piccoli.

Per i balli latino-americani, invece, in particolare per i balli di coppia, ci si può approcciare a qualsiasi età. Anzi, più si è adulti e più si conosce il proprio corpo, ci si approccia al partner in maniera più matura e consapevole in termini di complicità ma anche di coraggio ed energia per lanciarsi in pista. Insomma, ci si ritrova in un tornado di vitalità!

 

  • “E’ impossibile pensare di poter iniziare un corso di ballo e dopo 4 o 5 lezioni, andare a ballare, lanciarti in pista e sentirti all’altezza di ballare con chiunque. Ci vogliono anni di studio!”.

 

Questo pregiudizio ha scoraggiato molti ballerini dal partecipare a qualsiasi corso perché potersi sentire sicuri in pista era identificato come un traguardo lontanissimo e difficile da raggiungere.

Ma per questo c’è una semplice spiegazione:

Quando pochi anni fa i balli caraibici erano ancora una moda, agli insegnanti bastava guardare qualche video a caso su youtube per riproporre la stessa sequenza a lezione.

Non c’era un metodo, ne un percorso chiaro.

Si trattava di lezioni incentrate su delle sequenze casuali, sul memorizzare passi senza però comprenderne i passi base ed i punti chiave del ballo di coppia, quindi non si avevano gli strumenti necessari per  poter realmente ballare in autonomia dopo poche lezioni.

Questo mi ha spinto negli anni a creare un metodo unico per imparare a ballare in coppia con certezza garantita.

In questo caso, non voglio parlarvi della mia esperienza ma lascio la parola ai membri della nostra famiglia di InPista! che raccontano di come siano invece bastate poche lezioni per ballare e divertirsi al massimo.

 

ANGELA DI LEVA:

“Sono iscritta da neanche un mese ma mi sto divertendo tantissimo!

 

DANIELA VAIO:

“Sono stata senza ballare per 20 anni e non mi ricordavo più nulla. Mi sono iscritta e sono felicissima. Non smetterò più!”



ROSY MARINO:

“In pochi mesi so già ballare abbastanza bene la bachata e anche un po’ la salsa. Fin dalle prime lezioni mi sono trovata bene e ho notato che con questo nuovo metodo imparavo subito i passi!



DANIELA BASILE:

”Ho iniziato a gennaio. Sono un sacco impedita ma oggi riesco già a fare due passi e a divertirmi un sacco!”



Queste sono solo alcune testimonianze tra tutti coloro che hanno deciso di iscriversi e di partecipare al metodo InPista! ma potrai trovarne molte di più sul nostro profilo Instagram

->InPista! (@metodo_inpista) • Foto e video di Instagram!<-

Insomma, per noi di InPista!, non importa l’esperienza perché anche se ti ritieni negato, potrai dopo poco padroneggiare i passi e scioglierti nei movimenti, trascinando a ballare anche mariti e amici.

 

  • “Guarda che è inutile che tu vada a ballare! Se non sai fare tante figure o non sei giovane, nessuno vorrà ballare con te!”

 

Quante volte hai deciso di uscire e andare in un locale in cui organizzavano la serata latina dicendo “Ok questa sera mi lancio e ballo!”.

Poi alla fine, ti scoraggiavi nel vedere coppie di ballerini che si muovevano per la pista con decisione e sicurezza, facendo un gran numero di figure. Così, anche quella volta hai detto “Non sono abbastanza bravo per poter ballare!”.

Questo però è un ostacolo che crea la tua mente perché la realtà è ben diversa. Non è tanto la tecnica che conta ma semplicemente un pizzico di impegno e un bel sorriso, quello vero e spontaneo di quando chiederai al partner di turno “Ti va di ballare?”.

Basterà questo per non fare più confronti e divertirti davvero, sfogando ogni pensiero e stress.

Insomma, lascia da parte l’ansia da prestazione per l’adrenalina, l’emozione e l’energia che ti può regalare la pista da ballo!

Queste tre frasi rappresentano dei FALSI MITI che non devono più riuscire a impedirti di accogliere a braccia aperte l’emozione e il divertimento che il ballo può donarti, dall’essere “anti-stress” all’avere gli occhi che brillano perché ti senti finalmente in forma e con una passione che cresce dentro di te e smuove le tue giornate, dandoti energie positive.

A questo punto, mi rivolgo nuovamente a te che stai leggendo… sei pronto ad essere catapultato in sala, anzi in una famiglia, che ti farà raggiungere in poco tempo quel traguardo che la maggior parte delle scuole di danza considera lontanissimo?

Se sei curioso di sapere come, te lo racconto qui!

Vamossss

Ivan

Chi sono

Ivan Marchitto, esperto in balli sudamericani e proprietario della scuola Centro Danza Muevelo di Ivrea.

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